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mercoledì 14 dicembre 2011

Maurizio Landini - Il salotto e l’operaio + video

Landini-Fazio-11.12.2011
La postura composta, controllata. Quel modo di star seduto portando la schiena leggermente avanti, come se facesse fatica a lasciarsi andare. L’immagine di un intellettuale d’altri tempi, quasi fuori contesto, o di un operaio acculturato, a tratti duro, più riflessivo che sorridente.

C’è qualcosa nell’abbigliamento e nel modo di interagire con l’intervistatore di Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, che sembra
inadeguato alla stessa idea del salotto televisivo, col suo linguaggio e la sua sontuosa, evanescente leggerezza. Perché più che al look e alla parola, preziosa, rara, rapida o eloquente, con cui si celebra la fortuna dei fast thinker mediatici, Landini sembra affidarsi alle virtù del pensiero. Come se rifuggisse da immaginifiche metafore e ricercatezze formali per rendere convincenti gli argomenti, ma semplicemente, esponendoli, li rendesse consequenziali l’uno agli altri. La differenza fra la retorica e la dialettica è in questo: la prima aggredisce con la suadente tentazione delle parole; la seconda persuade con la stringente e nuda evidenza dell’analisi. Nel bel mezzo di narcisi di varia grandezza che popolano l’etere, l’Antinarciso, insomma, che diviene suo malgrado quasi un caso televisivo, grazie alla sua diversità.

Nella sua partecipazione a “Che tempo che fa” (RaiTre, domenica, 20.30) Landini ha esposto le sue idee e lo ha fatto con veemenza. Ha parlato di Fiat e di Marchionne e del promesso investimento di quest’ultimo di venti miliardi di cui ancora non si ha traccia; della difesa delle libertà sindacali e delle mansioni usuranti di operai alla catena di montaggio, per i quali dieci minuti di pausa diventano vitali, operai che si “spezzano” e col passare del tempo entrano nella categoria di “lavoratori con ridotte capacità lavorative”; delle cospicue pensioni dei manager pagate con il salario e gli stipendi del lavoro dipendente; dell’aumento delle disuguaglianze negli ultimi 15 anni; degli scandalosi compensi dei dirigenti d’impresa. E di altro, molto altro. Difficile contestare i dati, i concetti. Difficile replicare. E infatti Fazio ha taciuto.

C’è stato un momento in cui si è creata una strana, impalpabile tensione fra chi parlava e l’interlocutore, ammutolito. Sembrava quasi che quel silenzio contenesse la consapevolezza delle ragioni dell’altro e la conveniente necessità di non poterlo confessare, fino in fondo. Silenzio che infine si è rotto nell'ammissione ironica e un po’ pilatesca “che è facilissimo fare un’intervista a Landini”. Basta rivolgergli una domanda e poi fa tutto lui.

Quindi, è giunta la Littizzetto (qui il video). Sfolgorante di bravura e intelligenza. Anche se di recente piuttosto ripetitiva, stanca. Ma può succedere. E che stavolta con tutta la carica della sua sagace arguzia - considerato che l’ospite che la precedeva si era fortemente accalorato nell’esporre le sue idee - ha pensato bene di freddarlo contestandogli proprio quella costante natura di “incazzato”. Sempre così incazzato.

Peccato. Pensavamo che la satira, per sua costitutiva essenza, dovesse stare sempre tre metri sotto il cielo del potere. Non al suo fianco. Anche quando si vive in tempi terribili, sotto il ricatto di spread e default.

Luigi Galella - 14 dicembre 2011 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf




Fonte video: arcadia1976/YouTube
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A buon intenditor..., e chi non intende è un disonesto
Sentinella del blog
La foto ritrae un suricato o suricata, che certamente tutti avranno visto nei vari documentari, è un piccolo mammifero che vive sempre sul chivalà, come una buona sentinella a turno fa la guardia ai predatori mentre gli altri mangiano e al minimo cenno di pericolo tutti si rintanano al sicuro. Sono gli unici rappresentanti di quella specie (suricata-suricata) e se non si proteggono uno con l'altro rischiano l'estinzione.
Un comportamento che non si addice al genere umano: ci sono quelli che fanno le "sentinelle" e quelli che "mangiano", non a turno ma sempre!!!!